News Giornalismo d'inchiesta

 

Ultimissimi giorni per grant, concorsi e altro. Progetti su: migrazioni, disabilità, condizioni di lavoro dei giornalisti, sfide urbane, femminismo e giustizia sociale.

6 worldwide opportunities to apply to in July, IJNet, International Journalists' network

9 luglio 2018

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Gestione delle fonti: "Quando le spie hackerano il giornalismo", Scott Shane sul New York Times.
Vero: i servizi segreti (e non solo quelli dei Paesi citati nel pezzo, ma anche quelli privati delle grandi imprese, spesso molto potenti) possono manipolare le informazioni riservate/segrete che fanno arrivare ai giornalisti; ma non è una novità, è la disinformazione che persegue uno scopo, ed è da sempre una delle strategie messe in campo dalle intelligence. L'unico cambiamento, certo di non poco conto, è come la tecnologia possa “migliorare” il processo di disinformazione e rendere più difficile, per un giornalista, verificare le fonti e scoprire l'eventuale falso.

21 maggio 2018

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World Press Freedom Day sul Global Investigative Journalism Network: "Non c'è democrazia senza giornalismo investigativo". E noi aggiungiamo: senza indipendenza della testata da qualsivoglia potere, politico ed economico.

3 maggio 2018

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"La capacità di attingere immediatamente alla fonte ideonea per ogni informazione necessaria è una delle arti più utili che un giornalista possa apprendere: vi è sempre un'unica, corretta fonte per ogni tipo di informazione, una fonte originale da cui i fatti scaturiscono per incanalarsi in tutti i media e infine raggiungere il pubblico di seconda, terza o quarta mano."
Joseph Pulitzer

6 aprile 2018

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Christopher Wylie, ex analista della Cambridge Analytica, intervistato dal Guardian: “L'idea alla base è che se vuoi cambiare la politica devi prima cambiare la cultura, perché la politica discende dalla cultura; e se vuoi cambiare la cultura devi prima capire chi sono le persone, le 'singole cellule' di quella cultura. Quindi, se vuoi cambiare la politica devi cambiare le persone. Noi abbiamo sussurrato all'orecchio degli individui, per spostare pian piano il loro pensiero. [...] Se vuoi vincere una guerra, qualsiasi guerra, hai bisogno di proiettili: volevano 'proiettili culturali', noi potevamo costruirli per loro e l'abbiamo fatto. [...] Se vuoi cambiare la società devi prima spaccarla, ed è solo dopo che puoi riplasmare i pezzi secondo la tua visione di una nuova società. [...] Il denaro, 15 milioni, l'ha fornito Robert Mercer”, miliardario sostenitore del partito Conservatore e finanziere a capo del fondo speculativo Renaissance Technologies.

29 marzo 2018

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Con la bufera della Cambridge Analytica anche la stampa ufficiale parla di profilazione e social-bot, ma 'dimenticando' un dato: che non ne ha fatto uso solo la campagna presidenziale di Trump. Come mostra una ricerca dell'università di Oxford e Pennsylvania, infatti (Computational Propaganda in the United States of America: Manufacturing Consensus Online), anche la Clinton ha utilizzato le stesse tecniche - propaganda computazionale, profili-bot, effetto 'bandwagon' - anche se ci ha investito meno. "Comparando le maggiori botnets, ricostruite sulla base delle condivisioni (retweets) e degli hashtags utilizzati, relative ai candidati Trump e H. Clinton, nella rete di Trump si è osservato che la botnet più ampia era almeno quattro volte più grande della maggiore botnet nel network-Clinton. La botnet di Trump ha contato la presenza di 994 bots, 264 quelli censiti nella botnet di Clinton".

21 marzo 2018

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Uno studio del MIT (Study: On Twitter, false news travels faster than true stories, 8 marzo 2018) mostra che su Twitter le fake news corrono sei volte più veloci delle notizie vere, e non è dovuto ai bot: sono le persone che le ritwittano. "Quando abbiamo rimosso tutti i bot nel nostro set di dati, lo spread tra la diffusione di notizie false e vere si è impennato". Sono stati tracciati 126.000 tweet scritti da 3 milioni di persone e ritwittati oltre 4,5 milioni di volte, e la conclusione della ricerca è che le notizie false hanno il 70% in più di probabilità di essere ritwittate rispetto a quelle vere. Questione di impatto emotivo e di visibilità: "Sui social le persone possono ottenere attenzione se sono le prime a condividere informazioni precedentemente sconosciute".
L'elemento umano, insomma, sempre alla base...

11 marzo 2018

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La delegittimazione di un'inchiesta: l'attacco personale.

5 marzo 2018

 

 

 

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