News Scrittura creativa

 

I racconti della Scuola, 2017

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Le 10 regole dello scrittore irlandese Colm Tóibín

1. Finisci tutto quello che hai cominciato

2. Continualo

3. Rimani tutto il giorno nel tuo pigiama mentale

4. Smetti di compatirti

5. Niente alcol, sesso e droga mentre lavori

6. Lavora al mattino, fai una piccola pausa per pranzo, continua a lavorare nel pomeriggio, guarda il notiziario delle sei e poi torna a lavorare finché non è ora di andare a letto. Prima di dormire ascolta Schubert, meglio se una sonata

7. Se proprio vuoi leggere qualcosa, consolati con biografie di scrittori che sono diventati pazzi

8. Il sabato ti puoi riposare guardando un vecchio film di Bergman, meglio se Persona o Sinfonia d'autunno

9. Non andare a Londra

10. Non andare da nessuna altra parte.

9 luglio 2018

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Sabato 30 giugno, ore 18.00
Incontro aperto a tutti

Basil Lee, Francis Scott Fitzgerald
Un'oscura vitalità, Thomas Wolfe

In anteprima i due Bosco di Latte che usciranno il 5 luglio per i tipi di Paginauno edizioni; a parlarcene la scrittrice e traduttrice Sabrina Campolongo, che li ha curati entrambi. Si spizzicherà anche qualcosa di buono da mangiare...

25 giugno 2018

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Le 10 regole di scrittura di Margaret Atwood

1. Porta una matita per scrivere in aereo. Le penne perdono inchiostro. Ma se la matita si rompe, non puoi temperarla in volo perché non si accettano temperini a bordo. Quindi porta due matite

2. Se entrambe le matite si rompono, puoi dargli una sommaria temperata con una limetta per le unghie in metallo o vetro

3. Porta qualcosa su cui scrivere. La carta va bene. In situazioni di emergenza un pezzo di legno o il tuo braccio andranno bene lo stesso

4. Se usi un computer, salva sempre per precauzione su una memoria esterna

5. Fai esercizi per la schiena. Il dolore è fonte di distrazione

6. Mantieni l’attenzione del lettore (è più probabile che funzioni se riesci a mantenere la tua). Non sapendo chi sia il lettore, sarà come colpire un pesce al buio con una fionda. Quello che affascina A annoierà a morte B

7. Probabilmente avrai bisogno di un dizionario dei sinonimi e contrari, di una grammatica di base e di una dose di realtà. Quest’ultima cosa significa: non si mangia gratis. Scrivere è un lavoro. È anche una scommessa. Non avrai una pensione. Gli altri ti possono aiutare un po’, ma essenzialmente te la devi cavare da solo. Nessuno ti obbliga a farlo: tu l’hai scelto, quindi non lamentarti

8. Non sarai mai in grado di leggere il tuo libro con l’innocente trepidazione che avresti leggendo la prima deliziosa pagina di un libro nuovo, perché l’hai scritto tu. Sei stato dietro le quinte. Hai visto come venivano infilati i conigli nel cappello. Quindi chiedi a un amico lettore o due di dargli un’occhiata prima di darlo a qualcuno dell’ambiente editoriale. Questo amico non dovrebbe essere qualcuno con cui hai una storia, a meno che tu non voglia troncarla

9. Non sederti in mezzo ai boschi. Se ti sei perso nella trama o ti sei bloccato, torna sui tuoi passi finché non hai trovato l’errore. Poi prendi un’altra strada. Cambia voce narrante. Cambia i tempi verbali. Cambia la prima pagina

10. La preghiera potrebbe funzionare. O la lettura di qualcos’altro. O una costante visualizzazione del Santo Graal che è la versione finita e pubblicata del tuo splendido libro.

13 giugno 2018

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I 10 consigli di scrittura di Anne Enright

1. I primi dodici anni sono i peggiori

2. Una penna è utile, la digitazione è anche un bene. Continua a mettere le parole sulla pagina

3. Solo cattivi scrittori pensano che il loro lavoro sia veramente buono

4. La descrizione è difficile. Ricorda che ogni descrizione è un'opinione sul mondo. Trova un punto d'appoggio

5. Scrivi in qualsiasi modo che ti piaccia. La fiction è fatta di parole su una pagina; la realtà è fatta di qualcosa d'altro. Non importa quanto "reale" sia la tua storia, o come è "composta": quel che conta è la sua efficacia

6. Cerca di essere preciso

7. Immagina di stare per morire. Se tu avessi una malattia terminale vorresti finire questo libro? Perché no? La cosa che infastidisce queste ultime dieci settimane di vita è quello che non funziona nel tuo romanzo. Allora cambialo. Smettila di litigare con te stesso. Cambialo. Visto? È facile. E nessuno doveva morire

8. È anche possibile fare tutto questo con del whisky

9. Buon divertimento

10. Ricorda, sedersi alla scrivania tutti i giorni per quindici e vent’anni, senza contare i fine settimana, ti cambia. È così. Questo non può migliorare il vostro umore, ma aggiusta qualcos'altro. Ti rende più libero

29 maggio 2018

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Le regole di Roddy Doyle

1. Non sistemare una fotografia del tuo autore preferito sulla scrivania, soprattutto se è un autore famoso per essersi suicidato

2. Sii gentile con te stesso. Riempi le pagine il più velocemente possibile: usa l’interlinea doppia o aumenta la spaziatura. Considera ogni nuova pagina come un piccolo trionfo…

3. … finché non arrivi a pagina 50. A quel punto fai un bel respiro e comincia a preoccuparti della qualità di quello che hai scritto. Sentiti pure ansioso, fa parte del lavoro

4. Trova un titolo il più velocemente possibile. Vedilo, sentilo. Dickens sapeva che Casa Desolata si sarebbe intitolato così ancor prima di iniziare a scriverlo. Il resto dovrebbe essere facile

5. Limitati a visitare un paio di siti web al giorno. Tieniti molto lontano dai siti di libri on line, a meno che non sia per una ricerca

6. Compra pure un dizionario dei sinonimi e contrari, ma tienilo nel capanno in giardino o dietro il frigorifero o in qualsiasi altro posto che richieda uno sforzo per prenderlo. Usa le parole che ti vengono spontaneamente in mente, per esempio "cavallo", "corse", "disse". Andranno benissimo

7. Occasionalmente cedi a qualche tentazione. Lava il pavimento della cucina, stendi i panni. È comunque una ricerca

8. Cambia idea. Le buone idee sono spesso soppiantate da quelle migliori. Stavo lavorando sul romanzo di una band chiamata Partitions. Poi decisi di chiamarla Commitments

9. Non metterti a cercare su Amazon il libro che non hai ancora scritto

10. Lavora per qualche minuto al giorno sulla biografia di copertina: "Si divide tra Kabul e la Terra del Fuoco". Poi però torna a scrivere.

16 maggio 2018

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Le regole d'oro di Zadie Smith

1. Da ragazzo fai di tutto per leggere un sacco di libri. Dedica più tempo alla lettura che a qualsiasi altra cosa

2. Da grande, prova a leggere i tuoi scritti come li leggerebbe un estraneo o, meglio ancora, come li leggerebbe un nemico

3. Non cedere al romanticismo della "vocazione". Puoi scrivere buone frasi oppure no. Non c’è uno stile di vita da scrittori. Ciò che conta è solo quello che lasci sulla pagina

4. Evita debolezze. Ma fallo senza convincerti che le cose che non riesci a fare non valgano la pena. Non mascherare i dubbi su di te svalutandoti

5. Lascia un tempo sufficiente alla scrittura prima di revisionarla

6. Evita circoli, bande, gruppi. La presenza di un pubblico benevolo non ti rende uno scrittore migliore

7. Lavora su un computer disconnesso da Internet

8. Proteggi il tempo e lo spazio nei quali scrivi. Tieni lontano tutti, anche le persone che ti sono più vicine

9. Non confondere gli onori con i risultati

10. Strappa il velo di qualunque verità

8 maggio 2018

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Consigli di scrittura: Richard Ford

1. Sposate qualcuno che amate e che sia convinto che la vostra intenzione di fare lo scrittore sia una buona idea

2. Non fate figli

3. Non leggete le recensioni dei vostri libri

4. Non scrivete recensioni (il vostro giudizio sarà inevitabilmente contaminato)

5. Non intavolate discussioni con tua moglie la mattina o tardi la notte

6. Vietato bere e scrivere contemporaneamente

7. Non scrivete lettere all'editore (non le legge neanche)

8. Non augurate il male ai vostri colleghi

9. Cercate di pensare che la buona fortuna di altri sia un incoraggiamento per voi stessi

10.Non fatevi mettere i piedi in testa se potete impedirlo

23 aprile 2018

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Domenica 15 aprile, ore 16.00
Incontro aperto a tutti

Appena uscito per i tipi di Paginauno La Casa Editrice, la prima presentazione è sempre d'obbligo da noi. Perché è incontro, confronto, dialogo... l'aria che si respira "in casa" è diversa.

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Un grido di dolore in se stesso è solo un grido. Ti può commuovere o puoi girarti dall’altra parte. Ma un lavoro che tratta l’esperienza che ha prodotto il grido di dolore è tutt’altra cosa. Il grido è trasformato, alchemizzato da una certa obiettività del lavoro, che non si arrende all’emozione ma le dà forma. Questa è la differenza tra la vita e l’arte.
(Leonard Cohen)

4 aprile 2018

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Consigli di scrittura: Jonathan Franzen

1. Il lettore è un amico, non un avversario e nemmeno uno spettatore.

2. La fiction che non è un’avventura personale dell’autore nello spaventoso o nell’ignoto non vale la pena di essere scritta, se non per denaro.

3. Mai usare la parola "allora" come congiunzione: a questo scopo abbiamo "e". Sostituire "allora" è la non soluzione di uno scrittore pigro o sordo riguardo al problema delle troppe "e" sulla pagina.

4. Scrivi in terza persona a meno che una voce in prima persona davvero distintiva non ti si offra in modo irresistibile.

5. Anche una storia puramente autobiografica richiede un'invenzione pura. Nessuno ha mai scritto una storia autobiografica più personale de "La metamorfosi".

6. Vedrai di più standotene seduto che non inseguendo.

7. È dubbio che qualcuno con una connessione a Internet accesa mentre lavora, stia scrivendo un buon romanzo.

8. I verbi interessanti sono raramente molto interessanti.

9. Devi amare prima di poter essere implacabile.

27 marzo 2018

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Sette consigli di scrittura: Joyce Carol Oates

1. Non cercare di venire incontro al "lettore ideale". Se c'è - forse - sta leggendo qualcos'altro.

2. Non cercare di venire incontro al "lettore ideale". A meno che non sia tu - forse - in un lontano futuro.

3. Sii il tuo editor, sii il tuo critico. Sii comprensivo ma senza pietà!

4. A meno che tu non stia scrivendo qualcosa d'avanguardia (molto contorto, aggressivo e oscuro), poni molta attenzione alla struttura dei paragrafi.

5. A meno che tu non stia scrivendo qualcosa di postmoderno (molto consapevole, meditato e provocatorio), preferisci parole semplici e familiari al posto di quelle grandi e polisillabiche.

6. Tieni a mente Oscar Wilde: "Un po' di sincerità è cosa pericolosa, molta è assolutamente fatale."

7. Mantieni un animo leggero e pieno di speranza. Aspettati il peggio.

17 marzo 2018

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Tre domande ad Alice Munro

1. Le sono mai capitati periodi in cui non riusciva più a scrivere?
"Sì. Ho anche smesso di scrivere. Quando è stato? Circa un anno fa. Ma quella è stata una decisione, più un non voler scrivere che non riuscirci. Avevo deciso di vivere come il resto del mondo: perché quando si scrive si fa una cosa di cui gli altri non sanno niente, e non se ne può parlare, si torna di continuo al proprio mondo segreto per poi fare cose diverse nella vita normale. E questo mi ha un po' stancata; l'ho fatto sempre, per tutta la vita."

2. Qual è la parte più difficile quando si scrive una storia?
"Credo sia la rilettura, quando capisci che non funziona."

3. Ma come la modifica se non è soddisfatta?
"Ci lavoro, parecchio. Cerco di spiegarmi meglio. Potrebbero esserci dei personaggi che sono stati trascurati: bisogna riflettere su di loro e trasformarli. Una volta tendevo a concedermi una prosa molto fiorita, ma a poco a poco ho imparato a limarla al massimo."

13 marzo 2018

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La prima stesura la devi buttare giù con il cuore, e poi la riscrivi, con la testa...

9 marzo 2018

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Le regole di scrittura secondo Mark Twain

1. Che una storia segua un disegno e che approdi da qualche parte.

2. Che gli episodi narrati nella storia facciano necessariamente parte della storia stessa e servano per svilupparla.

3. Che i personaggi di una storia siano vivi, esclusi i cadaveri, e che il lettore
riesca sempre a distinguere i cadaveri dagli altri.

4. Che i personaggi di una storia, vivi o morti, manifestino un motivo sufficiente a giustificare la propria presenza nel romanzo.

5. Che, quando i personaggi di una storia affrontano una conversazione, il dialogo sembri effettivamente un dialogo tra esseri umani: devono emergere
comportamenti plausibili per le circostanze, un significato e un fine
individuabili, e una certa attinenza con l’argomento affrontato in quella sede.
Inoltre, il dialogo deve risultare interessante per il lettore e servire allo
sviluppo della storia e interrompersi quando ai protagonisti non viene più in
mente nulla da dire.

6. Che, quando l’autore descrive le caratteristiche di un personaggio della storia, la condotta e il modo di esprimersi di quel personaggio siano coerenti con la descrizione.

7. Che quando, all’inizio del paragrafo, un personaggio parla come se si trovasse in un’elegante fiaba illustrata – con segnalibro dorato e rilegata in vitello, realizzata a mano, venduta al prezzo di setto dollari - non può poi concludere lo stesso volume parlando come l’improbabile imitazione di un servitore nero.

8. Che, tanto l’autore quanto i protagonisti della storia, non annoino i lettori con scemenze grossolane come “la destrezza del taglialegna, la delicata arte della foresta”.

9. Che i personaggi di una storia si limitino a fare cose materialmente possibili lasciando perdere i miracoli; oppure che, se si avventurano nel campo dei miracoli, l’autore faccia in modo di renderli convincenti agli occhi del lettore.

10. Che l’autore susciti sul lettore un profondo interesse per i personaggi e per il loro destino; e che spinga il lettore ad amare i buoni e odiare i cattivi della storia.

11. Che le personalità della storia siano definite in modo così chiaro che il lettore possa prevedere il comportamento di ciascuno di loro in ogni circostanza.

12. Che l’autore dirà ciò che intende chiaramente, senza confondere le acque.

13. Che l’autore utilizzerà la parola giusta e non una sua cugina di secondo grado.

14. Che l’autore rinuncerà a ciò che non serve.

15. Che l’autore non ometterà dettagli essenziali.

16. Che l’autore eviterà qualsiasi sciatteria formale.

17. Che l’autore farà uso di una grammatica corretta.

18. Che l’autore impiegherà uno stile semplice e diretto.

5 marzo 2018

 

 

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